“INTRUSI” NELLA CAVITÀ ORALE: PIERCING E PATOLOGIE DELLA BOCCA

Per “intrusi” nella cavità orale intendiamo piercing orali e periorali. Il termine, angloamericano, deriva da “to pierce”, che significa bucare,  forare i tessuti applicando negli stessi ornamenti di varie forme e materiali. L’arte di modificare il corpo (body art) è una delle pratiche più antiche di cui siamo a conoscenza: dalle forme di ornamento permanente come tatuaggi,scarificazioni e piercing, alle modifiche estreme come allungamento del collo, dei lobi delle orecchie, assottigliamento del giro vita, dei piedi, del cranio, limatura dei denti.

I Maya (400 a.C.), come ancora oggi le popolazioni africane, limavano i denti anteriori in modo da conferire agli stessi forme differenti, ognuna delle quali con un particolare significato tribale e religioso. Ad esempio, bucare i denti, inserendovi pietre preziose, serviva distinguere i ruoli che ogni membro rivestiva all’interno della tribù. Tali pratiche riguardavano anche riti di iniziazione, non solo al fine di dimostrare che non si è limitati a ciò che la natura ha creato, ma anche per esaltare nel giovane il passaggio dallo stato infantile a quello adulto (a tal fine, i piattelli labiali sfoggiati dagli indigeni amazzonici). Nell’antico Egitto il piercing era riservato esclusivamente ai membri della famiglia reale ed ai sacerdoti ma vietato alla gente comune.

Dalle tribù dell’Africa e dell’Amazzonia l’arte del “foro” è arrivata nelle grandi metropoli d’America e d’Europa, dove il piercing rappresenta l’orgoglioso sfoggio da parte di personaggi famosi, rock star, sex sym- bol e teenagers.

Le principali localizzazioni della body art sono ombelico, capezzoli, genitali esterni maschili e femminili, collo, fronte, glabella, orecchio, labbro superiore e inferiore, naso, sopracciglio, lingua, guancia, frenulo. I piercing orali e periorali sebbene non esenti da rischi locali e sistemici, non vanno tuttavia anno- verati tra quelli più estremi e impegnativi, come quelli genitali .

Di solito il piercing viene eseguito senza anestesia, ponendo in tensione con pinze atraumatiche la zona di epidermide o di mucosa interessata e praticando il foro con aghi che tagliano il tessuto. Questa operazione è di solito svolta dal “piercer”, che non è un medico.

Mentre alcuni piercer lavorano in ambienti igienicamente controllati, altri sono operatori improvvisati con scarsa cultura igienico sanitaria. È intuitivo che se non si utilizzano strumenti sterili o monouso, il rischio di infezioni da virus o da batteri (HBV, HCV, HIV, stafilococchi eccetera) è elevato. Altro problema è costituito dalla possibile insorgenza di eventi allergici al nichel o altri metalli presenti nei monili applicati.

Problemi associati al piercing orale

I problemi associati al piercing orale sono :

• fratture dentali;

• recessioni gengivali e perdita di attacco;

• abrasioni dentali e traumi gengivali;

• aumento del flusso salivare;

• difficoltà di fonazione;

• difficoltà di masticazione e deglutizione;

• infezioni batteriche e virali;

Conclusioni

Il piercing è una moda che ha so levato e solleva questioni mediche, sociali, etiche.

Consapevole dei rischi legati al piercing orale, l’operatore sanitario dovrebbe saper consigliare e istruire il portatore di piercing sul mantenimento igienico della zona forata e sulla pulizia dell’oggetto metallico, onde evitare il deposito di placca batterica.

In particolare, un valido aiuto deve provenire dall’igienista dentale, figura istituzionalmente preposta all’igiene e alla salute del cavo orale. Studi recentissimi infatti dimostrano come la corretta igiene orale ed il corretto debridment, sopra e sottogengivale, favoriscano il ripristino di lesioni parodontali locali causate da piercing (20). In quest’ottica particolare attenzione deve essere rivolta all’adolescente con un coun- selling opportunamente calibrato e rivolto anche all’ambiente familiare.

Il portatore di piercing che non voglia assolutamente liberarsi dei suoi monili ha comunque l’obbligo, anche morale, di preservare la propria salute, recandosi periodicamente da un odontoiatra e dall’igienista dentale al fine di scongiurare possibili gravi complicazioni.

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Il Carico Immediato

Il carico immediato su impianti in titanio rappresenta una tecnica  chirurgico-protesica che permette al paziente di avere denti fissi nella stessa seduta del posizionamento degli impianti.

Quando si parla di implantologia a carico immediato e carico differito si intendono due diverse pratiche implantologiche, utilizzate in Odontoiatria: la differenza tra le due metodologie va ricercata nei tempi di realizzazione dell’intervento.

Attraverso la metodica a carico differito il medico deve necessariamente (per motivi legati alla’anatomia,all’occlusione o alle condizioni di salute del paziente)attendere un periodo variabile dai tre ai sei mesi per poter applicare la protesi dopo aver inserito all’interno delle ossa mascellari o mandibolari del paziente gli impianti.

Con l’implantologia a carico immediato, invece, l’inserimento degli impianti e l’applicazione delle protesi avviene nel corso di un’unica seduta clinica. Questo è reso possibile anche grazie all’impiego di impianti in titanio dalle elevate qualità biocompatibili e osteointegrative, che scongiurano fenomeni di autodifesa dell’organismo, come le infezioni, le infiammazioni o il rigetto.

Le evidenze scientifiche hanno attestato che gli impianti inseriti attraverso la tecnica del carico immediato si osteointegrano proprio come quelli caricati tradizionalmente, garantendo la stessa stabilità e lo stesso successo nel tempo seguendo rigidi protocolli chirurgici e protesici.

Vantaggi dell’implantologia a carico immediato

Il paziente che si sottopone ad un intervento di implantologia a carico immediato ha la possibilità di avere i denti fissi già in prima seduta ( una giornata per i casi piu’ complessi e poche ore per quelli piu’ semplici ), con notevoli vantaggi tra cui:

–    Minima invasività dell’intervento chirurgico e limitata perdita ematica;

–   Riacquisizione immediata della funzione masticatoria CON PICCOLE  limitazioni nell’alimentazione;

–   Possibilità di tornare fin da subito alla normale vita quotidiana senza alcun disagio, né difficolta nell’interazione sociale;

–   Rapidità dell’intervento, che si svolge in una sola seduta;

–   Risparmio economico, effettuare l’intero intervento in una sola seduta abbatte notevolmente i costi.

 

Requisiti necessari per l’implantologia a carico immediato

Non tutti i casi clinici rispondono ai requisiti necessari per poter essere sottoposti ad un intervento di implantologia a carico immediato.

Dopo l’esame obiettivo, questi fattori verranno valutati dal CLINICO  in base ad opportuni esami radiologici e ad un’accurata anamnesi E STUDIO SU MODELLI PRELIMINARI

I requisiti principali per sottoporre  i pazienti ad impianti a carico immediato in ogni caso sono i seguenti:

– avere concluso la fase di crescita ossea;

– non essere in terapia con corticoidi e bifosfonati;

– non essere in terapia oncologica per patologia ossea;

– essere dotati di un apparato osseo mascellare o mandibolare di qualità e quantità tali da permettere l’intervento;

– avere un buon supporto gengivale;

– presentare assenza di digrignamento dentale (bruxismo) o importante malocclusione.

Riavere i propri denti fissi in giornata non e’ piu’ un sogno

 

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Implantologia Computer Assistita

L’implantologia guidata dal computer rappresenta oggi una nuova frontiera in campo odontoiatrico che ha rivoluzionato il trattamento implantare.

Questa tecnica chirurgica  ha permesso una minore invasività delle procedure  ed un maggiore comfort per il paziente.

Il nostro studio è stato tra i primi in Italia ad applicare queste metodiche, divulgate scientificamente nel mondo dal Dott.Paul Malo di Lisbona.

Uno dei vantaggi principali di questa metodica è che essendo tutto programmato prima dell’intervento chirurgico, la protesi è costruita prima dell’intervento, così da poter essere applicata nelle ore successive alla chirurgia di posizionamento degli impianti, consentendo il cosiddetto carico immediato.

Quasi sempre la mancanza dei denti, unita all’utilizzo di protesi mobili e all’età avanzata, determinano l’atrofia delle ossa mascellari. Ciò rende difficile o impossibile realizzare i trattamenti implantoprotesici classici. L’ implantologia guidata dal computer riesce, invece, a dare risposte anche in casi estremi, o in pazienti affetti da gravi parodontopatie, in quanto riesce a sfruttare anche i più minimi residui di osso.

Considerando l’affidabilità e la precisione della tecnica, una nuova tendenza vede nel piano di trattamento l’impiego di un ridotto numero di impianti per ogni arcata: in genere 4 per l’inferiore e 4-6 per il mascellare superiore (Tecnica All On Four)».

Questo metodo offre enormi possibilità di successo e una minima invasività chirurgica.

L’esame attento delle informazioni volumetriche provenienti dalla Tomografia Computerizzata e le opportunità offerte dai software di ricostruzione ossea , aumentano le opportunità di sfruttare anche volumi di osso basale molto ridotti, offrendo in tal modo al paziente la possibilità, altrimenti negata, di ricevere protesi fisse a funzione immediata. La Computer Guided Dentistry rappresenta senza dubbio, rispetto ai complessi ed invasivi interventi di ricostruzione ossea, una metodica più semplice e predicibile, valida anche in caso di severe atrofie dei mascellari.

Questa metodica, associata alla sedazione cosciente, rappresenta un ausilio straordinario per abbassare le tensioni, ridurre la soglia del dolore e indurre uno stato di profondo e duraturo di benessere anche nei pazienti odonto fobici.

La maggior parte del lavoro viene fatto fuori della bocca del paziente, in sua assenza. Nel corso della prima visita effettuiamo la preparazione del paziente e viene illustrata la metodica.

Il paziente effettuerà  una esame radiologico tridimensionale chiamato Tomografia Computerizzata Cone Beam, che è una evoluzione della classica TAC.  . Questo esame viene eseguito indossando una mascherina radiologica, che mima la posizione dei denti che il paziente avrà in bocca. I dati ottenuti saranno elaborati in un programma specifico chiamato Simplant. Qui inizia la navigazione del medico che può realizzare l’intervento che eseguirà sul paziente, già in modo virtuale. Colloca gli impianti nella posizione ritenuta più corretta in funzione dell’osso residuo e delle strutture anatomiche da rispettare. Il progetto viene inviato via internet in Belgio alla sede della Materialise Dental. Qui viene costruito, con macchinari laser, un modello 3D in resina che è l’esatta riproduzione dell’osso del paziente, su questo viene costruita una guida chirurgica personalizzata chiamata Surgiguide. In questo modo gli impianti verranno inseriti esattamente nella posizione programmata sul computer. Il chirurgo, quindi, trasferisce alla realtà clinica tutte le informazioni precedentemente elaborate, semplicemente posizionando opportunamente la guida sull’osso del paziente e percorrendo con le frese le direzioni e le angolazioni imposte da questa. La stessa guida viene usata dall’odontotecnico per costruire denti provvisori che saranno applicati nella stessa seduta unendoli agli impianti. Su questa modello virtuale del paziente, si eseguira’ la pianificazione del caso simulando la posizione ideale degli impianti: quindi un vero e proprio intervento implantologico virtuale.

Il risultato virtuale e la pianificazione possono essere preventivamente mostrate al paziente attraverso il computer.

I tempi di trattamento sono ridotti drasticamente. Basti pensare che per inserire 4-6 impianti in un’arcata completamente senza denti, occorre una seduta di circa mezz’ora. Poi occorre circa un paio di ore per  montare la protesi fissa, dando la possibilità al paziente di masticare e sorridere immediatamente.

In passato erano necessari dai 3 ai 6 mesi per poter raggiungere questi risultati. In pratica si può dire che con l’implantologia computer guidata, i portatori di protesi totale o parziale mobile possono dare “un calcio” alla dentiera in un sol colpo».

Poiché l’implantologia guidata dal computer, o Computer Guided Implantology C.G.I., consente degli interventi minimamente invasivi, è particolarmente indicata per i pazienti normalmente considerati a rischio di insuccesso. Consente quindi di allargare il numero e di offrire la riabilitazione implanto-protesica fissa anche a quei pazienti che con le metodiche tradizionali non possono permetterselo.

Utilissimo è nei pazienti che assumono farmaci anticoagulanti (aspirina, dicumarolici, ecc.), in quanto tale tecnica permette di non fare incisioni e quindi di evitare quasi completamete il saguinamento.

L’unico limite reale all’applicazione di questa metodica è una ridotta apertura patologica della bocca o un’angusta dimensione della rima labiale.

Si tratta, quindi, di una metodologia che consente di operare in grande sicurezza e con precisione sub millimetrica accurata,  azzerando i tempi di trattamento e quindi adatta e consigliabile a tutti.

I vantaggi di questa tecnica per i pazienti sono molteplici:

– la mini invasività è la parola magica;

– niente bisturi;

– niente punti di sutura;

– i tempi operatori sono dimezzati.

Coloro che lo desiderano, possono eseguire l’intervento in “sedazione cosciente“. Tale forma di anestesia rende il paziente in una condizione di stordimento cosciente con una amnesia retrograda, quindi al risveglio non ricorda quasi nulla dell’intervento e il tempo non sembra essere passato.

Un altro vantaggio si ottiene dal fatto di poter eseguire il “carico immediato“. Questa tecnica è una tendenza della moderna implantologia in cui una protesi provvisoria viene collegata agli impianti appena inseriti. In tal modo il paziente può uscire dallo studio con i denti fissi.