FAQ

FAQ

In questa pagina trovate una serie di domande, e relative risposte, poste più frequentemente in ambito odontoiatrico.
A destra una serie di voci di menu su domande e risposte sono suddivise in categorie allo scopo di facilitare la consultazione.

 

Il termine piorrea viene usato per descrivere la malattia parodontale, ossia delle gengive. Essa è caratterizzata da: sanguinamento gengivale dolore, gonfiore con ascessi con conseguente crescente mobilità ed eventuale perdita dei denti. In questa malattia si ha una componente di famigliarità e molte volte può anche accompagnare malattie sistemiche come ad esempio il diabete. Grazie alle moderne tecnologie in campo odontoiatrico ed un controllo molto frequente accompagnato da sedute d’igiene è possibile arrestare la malattia. La principale terapia della malattia parodontale è l’ablazione del tartaro ed il curettage per i casi lievi mentre la chirurgia con interventi a lembo e rigenerazione ossea guidata per i casi più gravi.
Molte sono le cause che possono dare mobilità dei denti: manifestazione di parodontosi a livello delle gengive ad esempio come anche di un’infezione intorno al dente. Si può avere mobilità anche nei casi di sofferenza del legamento alveolo-dentario dovuto a sovraccarico occlusale( dovuto ad un incongruo rapporto tra le arcate dentarie antagoniste).
I sigillanti sono delle speciali “vernici” che vengono utilizzate per i bambini che hanno una certa predisposizione allo sviluppo di carie e vengono poste, attraverso speciali lampade che le fissano ai denti, sulla superficie occlusale dei molari permanenti(età di eruzione intorno ai 6 anni d’età).
Le principali cause di discromie sono dovute a vari fattori: uno di questi è l’utilizzo di certi antibiotici durante l’età dello sviluppo. Anche certi materiali come l’amalgama tendono a rendere i denti più scuri come anche le devitalizzazioni. Inoltre, vi sono alcuni cibi come ad esempio il caffè e la liquirizia e certe abitudini come il fumo che pigmentano i denti rendendoli più scuri. A seconda della causa esistono varie soluzioni per rendere i denti più chiari. Si può ricorrere a trattamenti sbiancanti a base di perossido di idrogeno o perossido di carbammide che vengono veicolati con speciali mascherine da utilizzare a domicilio per un certo periodo di tempo. Esiste poi un’altra metodica che si realizza direttamente nello studio odontoiatrico e si effettua con l’utilizzo di una speciale lampada che potenzia l’effetto del prodotto sbiancante. Per i casi più gravi è necessario ricorrere a soluzioni protesiche, come delle faccette in ceramica e/o conservative.
Gli impianti sono dei manufatti in titanio che vengono posizionati nell’osso alveolare in sostituzione di denti mancanti. Esistono numerosi tipi di impianti ma i nuovi sono detti osteointegrati e sono costituiti da speciali viti in titanio con caratteristiche all’avanguardia. L’implantologia è la soluzione valida e permanente per risolvere casi di edentulia.
La perimplantite è l’infiammazione che può colpire l’osso e come conseguenza si può avere la “perdita” dell’impianto: questa eventualità è causata da batteri che impediscono così all’osso di integrare l’impianto. Non si tratta però di rigetto dato che l’impianto non è una struttura biologica ma di titanio. Questo tipo d’infiammazione è un evento possibile ma se l’intervento è fatto correttamente è un’eventualità estremamente rara.
Prima di tutto bisogna chiarire che protesi fisse senza l’ausilio di un supporto osseo dato da un dente o un impianto non sono possibili. Esistono tecniche implantologiche che utilizzano 2/4 impianti su cui possono essere stabilizzate le protesi complete: queste vengono chiamate “overdenture” ed hanno una maggiore stabilità perché non si muovono più aumentando per cui anche la sicurezza psicologica.
Dopo avere estratto 1 dente normalmente si attende circa 2 mesi prima di effettuare l’intervento d’implantologia per ottenere la guarigione dell’osso. Esiste anche un metodo immediato cioè la collocazione dell’impianto nela stessa seduta dell’estrazione, ma prima si deve fare una diagnosi accurata attraverso l’anamnesi clinica e radiologica.
Non sempre ma le indicazioni all’avulsione sono tantissime; in effetti gli unici casi in cui è meglio conservarli è quando sono posizionati correttamente in arcata oppure quando possono essere utilizzati per fini protesici.
Il consiglio è una visita di controllo con l’ablazione del tartaro, da ripetersi frequentemente e ciò può risolvere il problema. È importante conoscere il corretto movimento da eseguire per lavare i denti, che tipo di spazzolino usare e come utilizzare il filo interdentale. L’infiammazione gengivale parte comunque sempre da un eccessiva presenza di batteri per cui riuscire a rimuoverli significa mantenere la bocca in un buono stato di salute.
La sensibilità varia da persona a persona ma le cause principali sono le erosioni cervicali, le retrazioni gengivali come anche l’ipersensibilità conseguente a terapie conservative o protesiche. L’uso di dentifrici o colluttori specifici associato ad applicazioni di sostanze desensibilizzanti in studio possono eliminare il problema. In altri casi si può ricorrere a terapie più complesse come la rigenerazione guidata con l’ausilio di membrane(in caso di retrazione gengivale) o la eventuale devitalizzazione di elementi dentari.
La visita di controllo dal dentista dovrebbe essere ogni 6 mesi salvo casi particolari come ad esempio portatori di protesi, pazienti con impiantio infiammazioni gengivali a cui è consigliata una visita più frequente.
Anche per quanto riguarda i bambini le visite di controllo dovrebbero essere più frequenti poiché il processo carioso in questi soggetti progredisce più rapidamente dato che nei denti decidui(o più comunemente “da latte”vi è maggior presenza di polpa rispetto alla componente mineralizzata).
Gi spazzolini consigliati dovrebbero essere costituiti da setole di nylon di durezza media con setole arrotondate. Il manico non è necessario che abbia delle forme accattivanti e moderne ma soltanto che sia abbastanza lungo e piatto e dovrebbe essere sostituito ogni 3 mesi.
Essa è un insieme di batteri, tra cui i più rappresentati sono gli streptococchi, i quali sono incorporati in una matrice gelatinosa di natura polisaccaridica viscosa e si depositano soprattutto al punto di passaggio tra le gengive ed i tessuti duri dei denti formando un “orletto” dannoso per una buona salute dentale.
Un’alimentazione ricca di zuccheri accompagnata da una non corretta prevenzione ed igiene aumenta la presenza di quest’ultima.
Se non rimossa la placca si calcifica formando il tartaro che non può essere rimosso se non con la strumentazione professionale nello studio dentistico.
Durante il periodo della gravidanza è molto frequente un arrossamento, gonfiore ed anche sanguinamento delle gengive. Ecco perché sono importanti controlli accompagnati da una seduta d’igiene.
La risposta è sì, si possono curare i denti prestando però attenzione ai farmaci ed agli anestetici utilizzati.
La migliore soluzione sarebbe attendere la fine della gravidanza ma, se non se ne può fare a meno, si dovrebbe comunque evitare l’intervento durante il primo trimestre e si consigliano sedute brevi e non impegnative.
Il fluoro è importante poiché inibisce la crescita batterica bloccando i sistemi enzimatici; inoltre favorisce la rimineralizzazione dello smalto legandosi alla sua superficie e per cui contrastando l’azione degli acidi che rendono le superfici dei denti più solubili.
Esso può essere somministrato per via sistemica, per quanto riguarda i bambini o attraverso un’applicazione locale sotto forma di dentifrici, colluttori o gel.
Un’infezione cronica ai denti, una radice non estratta, una carie, un granuloma o ancora le gengive infiammate possono dare patologie secondarie ad altri organi come ad esempio le endocarditi, le glomerulonefriti ed i reumatismi articolari.
Ecco perché sono importanti controlli regolari per tenere sotto controllo la salute della bocca.
Il grande vantaggio rappresentato dalla devitalizzazione è di riuscire a mantenere in bocca un dente che altrimenti andrebbe estratto.
Gli svantaggi sono rappresentati da una variazione del colore, un aumento della fragilità ed anche un’insensibilità al dolore che non avvisa la presenza di una carie in atto.