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INCAPPUCCIAMENTO DIRETTO DELLA POLPA

Il mantenimento della vitalità pulpare di un dente permanente è particolarmente importante in tutti i casi in cui si verifichi una esposizione pulpare per motivi traumatici o per carie, soprattutto nei casi in cui il processo di formazione radicolare dell’elemento in questione non sia ancora arrivato al termine.

La metodica clinica che permette il mantenimento della vitalità pulpare evitando di procedere al trattamento endodontico, si chiama Incappucciamento ed è una tecnica in uso da molto tempo.

Fino a prima dell’avvento dell’MTA (Mineral Trioxide Aggregate) la tecnica di incappucciamento si eseguiva utilizzando l’Idrossido di Calcio in virtù delle sue proprietà antibatteriche e di biocompatibilità.

L’MTA oltre a possedere caratteristiche di elevata biocompatibilità, possiede anche eccellente capacità di sigillo, azione antibatterica e ottime performance anche in presenza di contaminazione da parte di fluidi della zona esposta.

L’applicazione di questo materiale in prossimità della zona esposta, evoca da parte delle cellule del tessuto pulpare una risposta “rigenerativa“ che porta alla formazione di un tessuto duro calcificato di reazione .

Per tutti questi motivi risulta essere al momento il materiale di elezione per eseguire questa pratica clinica.

Naturalmente il successo della terapia, purchè vi siano le indicazioni cliniche per poterla eseguire, dipende dallo scrupoloso rispetto di ogni fase della procedura.

 

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Ipersensibilità dentinale

Molti pazienti soffrono di ipersensibilità dentale: alcuni,infatti,cercano di evitare i trattamenti dentali proprio a causa di questa eccessiva sensibilità. Al momento la maggior parte degli studi non dispongono di un particolare trattamento per questa condizione. Ma esistono prodotti per il trattamento efficaci e pratici da usare. Ma quale realmente funziona? E in quale modo?

Parliamo di ipersensibilità dentinale quando un paziente avverte un dolore breve e intenso proveniente dalla dentina e in risposta a: variazione termica, stimolo tattile, pressione osmotica, stimolo chimico, vaporazione di aria. La causa può provenire anche da superfici dentali esposte, orifizi tubulari aperti, tubuli pervi che portano alla polpa vitale. Si verifica per lo più nei pazienti di età compresa tra i 30 e 40 anni: i denti sensibili in genere sono tutti, ma maggiormente i canini e premolari.

Una ricerca internazionale ha rilevato che su 11.000 pazienti presi in esame, solo la metà ha esposto il problema al proprio dentista e non tutti hanno ricevuto raccomandazioni per un trattamento.

COME TRATTARE

Prima di stabilire che si tratti realmente di ipersensibilità dentinale, il medico dentista deve verificare che non ci siano le seguenti condizioni, che possono causare simili sintomi: carie, pulpite, infiltrazione marginale, frattura del restauro, dente incrinato, contrazione da polimerizzazione.

Tra i fattori di rischio dell’ipersensibilità dentinale vi sono: malattia parodontale, recessione gengivale, parafunzione, dieta acida,sbiancamento. Tali fattori predispongono il paziente all’ipersensibilità.

Per il trattamento è necessario avvalersi di un prodotto che blocchi il movimento del fluido nei tubuli o interrompere la trasmissione della risposta dolorifica alla polpa. Sono disponibili prodotti per applicazione professionale e domiciliare. È bene ricordare che non vi è una soluzione che vada bene per tutti, ma si possono provare e modificare trattamenti diversi in base alla risposta del paziente:

Fluoruro.Si ritiene che operi grazie alla reazione tra ioni di fluoro e calcio ionizzato nel fluido tubolare. La reazione forma un precipitato insolubile di fluoruro di calcio che mostrano diversa efficacia. In genere lo troviamo nel dentifricio.

Vernici al fluoro. Possono essere utilizzate per alleviare la sensibilità, ma sono principalmente indicate per il controllo della carie e rimineralizzazione. L’effetto di desensibilizzazione è momentaneo per il materiale si abrade velocemente dopo l’applicazione. Per una maggiore efficacia è bene ripetere il trattamento per più applicazioni.

Fissativi tissutali. Contengono agenti come glutaraldeide o HEMA e legano le proteine del fluido tissutale nei tuboli dentinali. Questi prodotti non possono essere posizionati vicino all’epitelio gengivale, poiché provocano la necrosi della gengiva.

Oxalati. Contengono sali metallici, soprattutto oxalati e formano dei precipitati chimici insolubili nella dentina. Non causano irritazione al tessuto gengivale.Eliminano in modo efficace la sensibilità dentale.

Paste rimineralizzanti. Vengono utilizzate in studio o a casa del paziente per ripristinare i minerali persi dai denti a causa di carie, dieta ecc. Riducono la sensibilità mediante occlusione tubolare.

Pro-ArginTechnology. In pazienti sani, la saliva è molto efficace nella riduzione della sensibilità dentinale, infatti,favorisce calcio e fosfato che occludono i tuboli dentinali. Questo prodotto èstato sviluppato sulla base del ruolo della saliva. Questa formula contiene arginina che si lega alla superficie dentinale e attrae uno strato ricco di calcio della saliva per infiltrare e bloccare i tuboli dentinali.

Depolarizzazione del nervo che trasmette la risposta al dolore. Dopo questo trattamento il nervo non può ripolarizzarsi e diminuisce quindi la sua eccitabilità: l’ingrediente che ne produce questo effetto è il nitrato di potassio. Questo penetra nello smalto e nella dentina, raggiunge la polpa ed esercita un effetto calmante sul nervo. I prodotti con nitrato di potassio sono efficaci per la sensibilità da sbiancamento. Il trattamento dell’ipersensibilità dentinale si può ritenere quindi un processo semplice e chiaro: inizia con una diagnosi differenziale (eliminando le altre possibili eziologie), si effettua un tentativo di eliminare i fattori che predispongono l’ipersensibilità, si applica il trattamento. È importante che l’odontoiatra abbia familiarità con questi trattamenti e i loro meccanismi di azione, vantaggi e indicazioni, perché alcuni pazienti possono richiedere più tipologie di trattamenti.