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IL TRATTAMENTO DELLE GRANDI LESIONI PERIRADICOLARI

Obiettivo. Le lesioni periradicolari di origine endodontica sono caratterizzate da infezioni polimicrobiche, nell’ambito delle quali un ruolo cruciale sembrano svolgere le specie batteriche anaerobie facoltative. In letteratura esiste un forte divergenza circa la terapia d’elezione in caso di lesioni periradicolari di origine endodontica di grosse dimensioni: alcuni autori propongono la terapia canalare per via ortograda, altri la terapia chirurgica con apicectoomia, otturazione retrograda e revisione strumentale della cavità.

Lo scopo dello studio è stato quello di dimostrare l’efficacia del trattamento endodontico per via ortograda in caso di lesioni periapicali di origine endodontica di dimensioni maggiori di 20 mm.

Metodi. È stato valutato un campione di 60 casi, età compresa tra 18 e 70 anni, 32 maschi e 28 donne. I casi sono stati sottoposti a terapia endodontica per via ortograda. Sono stati inclusi denti mono e pluriradicolati, con lesione periapicale di origine endodontica primaria, o secondaria a trattamento endodontico incongruo, di dimensioni maggiori di 20 mm. Il campione è stato diviso in Gruppo-A: 19 casi, nei quali è stato possibile completare la terapia canalare nello stesso appuntamento; Gruppo B: 41 casi, nei quali era presente drenaggio. È stata applicata medicazione con idrossido di calcio puro, rinnovata ogni 10 giorni per un massimo di 30, e successivamente è stata portata a termine la terapia endodontica.

Risultati. Gruppo-A: su 19 casi 13 hanno mostrato guarigione a 5 anni. Dei restanti 6, ci sono stati 3 insuccessi, una frattura corono-radicolare, due mancati follow-up. A 10 anni dei 13 successi, 2 casi hanno mostrato recidiva. Gruppo-B: da 41 casi, ridotti poi a 30 abbiamo avuto 19 successi a 5 anni. Dei restanti 11: 3 fratture corono-radicolari, 2 mancati follow-up, 6 gli insuccessi. A 10 anni dei 19 successi, due sono stati persi per frattura, 1 per recidiva.

Discussioni. I risultati ottenuti dimostrano l’importanza del drenaggio, in grado di compromettere il sigillo apicale e quindi il successo della terapia endodontica, ma consente la decompressione della lesione periradicolare e la regessione dei sintomi. L’utilizzo dell’idrossido di calcio nelle medicazioni intermedie consente la neutralizzazione dei composti acidi, l’attivazione delle fosfatasi alcaline dando un notevole sviluppo all’azione antibatterica. La corretta strumentazione e detersione dei canali radicolari consente la riduzione di oltre mille volte della carica batterica. Il sigillo coronale detiene, mediante le tecniche adesive dei materiali da restauro, un ruolo cruciale nella chiusura delle porte di entrata alla contaminazione batterica dei canali radicolari trattati

Conclusioni. La terapia endodontica per via ortograda è da considerare la scelta terapeutica primaria in caso di lesioni endodontiche di grandi dimensioni, data la buona percentuale di successo sia a 5 (Gruppo A 68,41% , Gruppo B 63,33%) che a 10 anni (Gruppo A 57,88 %, Gruppo B 53,32%).

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L’importanza del microscopio in endodonzia

Lavorare con l’ausilio del microscopio operatorio fa la differenza soprattutto per chi in odontoiatria si occupa di endodonzia (trattamenti canalari o cure canalari dette anche “devitalizzazioni“) e di conservativa (odontoiatria restaurativa, ovvero  “ricostruzioni” ,impropriamente dette otturazioni).

Il microscopio è di grande aiuto in tutte le branche odontoiatriche, ma quando si tratta di fare endodonzia è davvero indispensabile. Alcuni trattamenti canalari sarebbero difficilissimi se non impossibili da intraprendere e finalizzare se non ci fossero gli ingrandimenti del microscopio. Quando si lavora in un “campo operatorio” piccolissimo (microscopico appunto) come può essere una cavità d’accesso per eseguire un trattamento canalare, poter vedere 10, 15, 20 volte di più fa la differenza. Soprattutto in certe situazioni cliniche: si possono reperire imbocchi canalari calcificati, si possono chiudere perforazioni, si possono estrarre frammenti di strumenti canalari rotti durante i precedenti trattamenti. Si possono eseguire trattamenti e ritrattamenti canalari (rifacimento di terapie endodontiche incongrue) che altrimenti non si potrebbero finalizzare con successo.

In questo modo si possono recuperare e “conservare” elementi dentali che altrimenti andrebbero estratti e sostituiti con impianti.

Naturalmente il microscopio è un validissimo alleato clinico dell’odontoiatra, ma ovviamente non prescinde dalle sue competenze, dalla manualità e dalle sue capacità cliniche.

Si troverà un canale calcificato, anche con il microscopio, solo se l’operatore saprà dove andarlo a cercare alla luce delle sue competenze e conoscenze anatomiche; si farà una diagnosi di microfrattura solo se l’operatore è consapevole di questa situazione clinica e della sintomatologia correlata e così via per tutte le altre situazioni.

Competenza unita alla disponibilità di una strumentazione sofisticata permettere di raggiungere il massimo del risultato in quel settore.

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L’importanza di una visita odontoiatrica appena la dentizione decidua è completa

Cari internauti,

oggi vorremmo sensibilizzarvi su un argomento che purtroppo non viene tenuto di molto conto  in seno alle famiglie italiane. Si tratta dell’importanza di far effettuare ai vostri figli una visita di controllo appena la dentizione decidua (denti da latte) è completa, parliamo quindi di un’età compresa tra i due anni e mezzo ed i tre. Fin da piccolo il bambino deve comprendere l’importanza dell’igiene orale e con l’aiuto dei genitori deve eseguire il lavaggio dei denti quotidianamente per il tempo necessario e con la giusta tecnica.

Il dentista consiglierà il tipo di spazzolino e di dentifricio da utilizzare e coinvolgerà anche i genitori che, fino al compimento dei sei –  sette anni di età del piccolo,lo dovranno supportare  nelle manovre di igiene orale controllando che siano state eseguite correttamente.

I controlli andranno regolarmente eseguiti, come per gli adulti, ogni sei mesi.

E’ molto importante accompagnare il bambino fin da piccolissimo dal dentista, anche solo per una semplice visita di controllo; questa è finalizzata ad ottenere da parte del bambino un atteggiamento positivo nei confronti del dentista e dell’ambiente odontoiatrico.

“Positivo” perché viene in condizioni di totale serenità, e non motivato dal dolore come invece spesso purtroppo accade.

Serenamente familiarizzerà con tutto l’ambiente e lo strumentario e renderà tranquillo il suo futuro odontoiatrico in qualità di paziente nel rapporto con il dentista.

I denti decidui ,sono importantissimi per diversi motivi: innanzitutto come i denti permanenti servono alla masticazione e alla corretta fonazione e naturalmente anche per il bambino hanno una valenza estetica.

Per questa ragione devono rimanere sani in bocca per tutto il tempo necessario previsto fino alla permuta che avverrà in tempi diversi per ogni elemento dentario e anche in base a variabili soggettive.

La permanenza dell’elemento deciduo sano nel cavo orale consente una corretta eruzione del dente corrispondente della serie permanente: questo significa che il dente da latte cariato andrà curato tempestivamente affinchè possa essere garantita la sua presenza in bocca fino al momento in cui verrà sostituito dal dente permanente. Il dente deciduo serve quindi come mantenitore dello spazio e qualora dovesse venire a mancare per processi cariosi troppo destruenti che ne comportino l’estrazione o per trauma ,sarà necessario applicare un “mantenitore di spazio”(un apparecchietto mobile)per garantire una corretta eruzione del dente permanente.

I processi cariosi dei denti decidui,soprattutto se coinvolgono il tessuto pulpare, provocano  dolore esattamente come nei denti permanenti  ed è per questo che dovranno essere curati  ricorrendo spesso anche al trattamento canalare che ovviamente ,pur richiedendo l’uso dell’anestetico locale, sarà un trattamento endodontico diverso rispetto a quello eseguito sui denti permanenti.

E’ utile sapere poi che il primo dente permanente ad erompere tra i “5 ed i 7 anni “è il primo molare, che riveste un’importanza fondamentale dal punto di vista occlusale. Questo elemento, erompendo così precocemente in bocca è più statisticamente soggetto  a processi cariosi rispetto agli altri denti permanenti , di qui l’importanza di eseguire controlli periodici (ogni 6 mesi) presso lo studio odontoiatrico.  E’ possibile prevenire la carie sui suddetti elementi eseguendo le sigillature.

La sigillatura è una semplicissima procedura operativa rivolta a chiudere i solchi naturali anatomici del dente dove più facilmente si deposita la placca e dove più frequentemente  per questo motivo  si sviluppano le carie.

L’esecuzione di una radiografia ortopanoramica, magari eseguita con apparecchi digitali che ne riducono la dose di raggi necessaria, sarà utile per verificare la presenza di tutti gli elementi della serie permanente; è infatti possibile che si verifichi l’eventualità di una “agenesia dentale” ovvero della mancanza congenita di uno o più elementi dentali (spesso sono fenomeni ereditari).  Qualora dovessero mancare uno o più elementi dentali avendo la consapevolezza di questo problema si avrà maggiore cura e attenzione al mantenimento di una sana dentatura decidua, perché alcuni di questi elementi dovranno essere conservati nel cavo orale il più a lungo possibile e comunque fino al momento in cui sarà opportuno eseguire un trattamento implantare sostitutivo dell’elemento mancante, in genere quando si raggiunge la maggiore età.

E’ fortemente consigliato durante l’infanzia un controllo odontoiatrico dallo specialista che si occupa di ortodonzia per l’ intercettazione di eventuali problemi di malocclusioni dentali, che a volte richiedono un intervento precoce.

Resta comunque importantissimo sotto il profilo psicologico il contatto del piccolo col medico dentista, affinchè possa acquisire  fiducia e tranquillità nel corso delle visite di controllo, e questo si rende possibile solo grazie a regolari frequentazioni semestrali.

Grazie per l’attenzione e a presto.